Dicono di noi

La magia del Camp è la magia vera, quella che ti entra dentro e di cui non ti liberi facilmente. Prima di tutto perché mette radici così profonde che non si possono sradicare, ma soprattutto perché non si vuole più abbandonare la luce che ha portato nella tua vita.

Sono partita per quest’avventura da sola, senza conoscere nessuno, un po’ timorosa perché di solito non mi apro facilmente. Il primo giorno vedevo tutti questi ragazzi che chiacchieravano, ridevano, si abbracciavano e per un attimo mi sono sentita fuori posto. Ma è stato solo un attimo, il tempo di capire che potevo anch’io fare parte della grande famiglia che si crea al Camp.

Il vortice della storia, delle lezioni, delle attività mi ha trascinata in un mondo parallelo, un mondo in cui ho chiuso il romanzo che stavo leggendo e mi sono unita alle ragazze sedute nel corridoio perché non avevano sonno, per parlare e ridere fino a tardi, in cui ho vagato per un immenso parco alla ricerca di rune, ho pronunciato incantesimi con voce alta e sicura senza temere di essere presa per pazza. Ho avuto l’onore di conoscere alcune delle persone migliori che abbia mai incontrato, che mi hanno compresa e accettata da subito, con cui ho condiviso solo una settimana, ma che mi sembra di conoscere da sempre.

Ho conosciuto me stessa, e dopo 22 anni qualcuno pensa anche di conoscersi un po’, ma c’è sempre un lato nascosto da far emergere, perché così facendo non diventi solo tu migliore, ma puoi anche aiutare gli altri a stare meglio. Perché continuare a portarsi dietro una pesante corazza maturata nel corso degli anni e cresciuta con le delusioni, se abbandonandola posso vedere i sorrisi e il calore delle persone che mi stanno attorno? Perché vivere di rancore, quando si può perdonare, dimenticare, andare avanti e imparare a convivere anche con i ricordi più brutti, perché comunque hanno plasmato la persona che sono? Non accanirmi sulle cose che non funzionano, perché probabilmente non è il momento; amare ancora di più la natura che ci circonda; usare tutto il potenziale e CREDERE che sia possibile ogni mio desiderio; condividere le mie conoscenze; capire che l’immaginazione non ha davvero limiti e che posso andare sempre oltre.

Il camp non mi ha cambiata, mi ha aiutato a far emergere la parte più bella e limpida di me, ma anche ad accettare ogni mia ombra e oscurità. C’è sempre qualcosa da imparare, la vita è un’avventura continua, e il Camp mi ha sicuramente lasciato addosso questa voglia di mettermi in gioco, di non nascondermi più dietro alla sicurezza della routine, di chiudere ogni tanto il libro, spegnere la televisione, il computer; mi ha insegnato ad agire senza pensare ai mille ‘se’ e ‘ma’, a ignorare quello che pensano gli altri, ad apprezzare ogni abbraccio, ogni saluto e anche ogni lacrima di arrivederci. Perché non sarà mai un addio finché potrò rimanere in contatto con tutti e preparare il prossimo viaggio per tornare a Casa.

Beatrice, Corvonero

L’Harry Potter Summer Camp per me è come una boccata d’aria fresca, è la settimana più bella dell’anno che attendo sempre con impazienza.

Le lezioni sono interessanti e coinvolgenti, e le attività divertenti, ma la cosa migliore di tutto il camp sono le persone che vi partecipano, è come se avessi trovato una seconda famiglia, non sempre abitiamo vicini ma ci siamo l’uno per l’altro se serve.

Si impara davvero molto, non solo a preparare una tisana alla malva ma soprattutto vivere bene, in pace con se stessi e con gli altri, è davvero un balsamo per lo spirito.

lo consiglierei a tutti, indipendentemente dall’amore per la saga o no, si può amare il camp anche senza amare Harry Potter.

Porterò quest’esperienza nel cuore .. beh sempre.

Arianna, Serpeverde

Per me l’Harry Potter Summer Camp è un po’ come la pozione magica per eccellenza.. Ci vogliono molti ingredienti, distribuiti nella giusta dose, e ovviamente deve essere preparata con il Cuore.. Beh vi voglio svelare questi ingredienti..
-Magia (1 barattolo)
-Amicizia (2 fiale)
-Lealtà (1 bottiglia da 1l)
-Immaginazione (7 provette)
-Unione (1 rametto)
-Sacrificio (3 spine)
-Emozione (10 vasetti di lacrime di gioia/felicità/liberazione..)
-Fiducia (3 etti)
-Impegno (10 sacchi)
-Harry Potter (7 libri, 8 film)
Sembra esserci tutto.. Ma in realtà l’ingrediente principale siamo Noi, studenti, professori e staff che mettiamo l’anima perchè questa fantastica avventura continui e attraversi ogni insidia..
Grazie Harry Potter Summer Camp per avermi fatto sognare!!!”

Giulia, Grifondoro

Quando ci si trova a voler esprimere le emozioni che si provano durante l’Harry Potter Summer Camp, sembra sempre che le parole non bastino, che nessun termine sia mai abbastanza, che niente colga davvero l’essenza di ciò che si è vissuto. Non è solo il rendersi conto di essere per davvero a Hogwarts dopo averlo sognato per anni e anni, ma è l’ambiente che si crea a rendere il Camp un posto speciale: l’entusiasmo dei professori che si percepisce attraverso ogni singola attività, la spensieratezza con cui tutti, persino i più timidi, riescono ad essere loro stessi, le persone fantastiche che si conoscono… Insomma, ci si diverte un mondo, che si abbiano trent’anni o tredici. E dopo quei sette giorni non si può non pensare “manca solo un anno alla prossima edizione, speriamo arrivi in fretta”!

Claudia, Tassorosso

Cos’ha significato per me il camp? Tanto, più di quello che mi aspettavo. È stato una rivelazione, qualcosa per cui dire “perché l’ho scoperto solo ora?” Non ringrazierò mai abbastanza il mio istinto che quel giorno mi ha convinto a provare. Sono partita da Roma con mille domande e dubbi in testa. Come sarà? Mi accetteranno? Mi farò accettare? Riuscirò a legare con qualcuno? Sono sempre stata una che si pone più problemi del dovuto quando si trova in una situazione nuova, in un luogo a lei non familiare. Mi aspettavo di sentirmi in ansia, di chiudermi in me stessa come succede spesso. Ma quando sono arrivata li, non appena ho messo piede fuori dal pulmino mi sono sentita…bene, tranquilla, ho sentito tutti i miei dubbi e paure dileguarsi e ho capito che ero arrivata a “casa” e quelle persone sarebbero state per me come una famiglia…una famiglia magica. Mi sono sentita emozionata quando il Cappello Parlante ha pronunciato la parola “Corvonero” e ho visto tutti quei volti sorridermi ed accogliermi. È in quel momento che è iniziata la mia avventura, fatta di risate, sorrisi e tanta magia. Una magia che non si limita ad una bacchetta o ad una pozione, ma è qualcosa di molto più grande come l’abbraccio di un amico, o una spalla su cui piangere, è la consapevolezza che lì sarai sempre accettata. Era il quarto giorno quando ho chiamato mia madre per dirle che io lì volevo e dovevo tornarci il prossimo anno. E l’ultima sera non ho saputo trattenermi e sono scoppiata a piangere come non facevo da tempo, ma erano al tempo stesso lacrime di tristezza e di gioia. Tristezza per quell’avventura che stava per concludersi, per tutte le persone che avevo conosciuto e dovevo salutare. Gioia perché sapevo che quella non era una fine, ma un inizio e che avrei portato quella magia dentro di me fino al prossimo anno e che anche se lontani penso sempre a tutti. Allo staff voglio dire grazie, grazie e ancora grazie. Noi studenti vi diamo una mano, ma la magia più grande la fate voi con il vostro impegno e dedizione. Tutto questo non esisterebbe senza di voi e sono sicura di parlare a nome di tutti gli studenti nel dire che siete i professori migliori che una scuola, e non una scuola qualsiasi ma Hogwarts potesse avere. Siate sempre fieri di voi come lo siamo noi.

Michela, Corvonero

Per me, andare al Camp di Harry Potter, significa respirare per una settimana. Tutti i problemi, le tensioni, le pressioni… Le lasci a casa per una settimana, te ne dimentichi, non ci pensi. Perché al Camp, hai l’occasione di confrontarti con persone che stanno a 700 chilometri da te, che fanno cose differenti e hanno una vita diversa dalla tua. Finché qualcuno non ti chiede il dentifricio al mattino, l’accappatoio che ha dimenticato fuori dopo essere entrato in doccia, o gli appunti per gli esami di fine settimana. Siamo tutti uguali.

Il Camp è Amicizia. Lì ci sono gli amici migliori, quelli che purtroppo, per vari motivi, non puoi vedere spesso durante l’anno. Loro sono gli amici con cui piangi, con cui ti arrabbi, per i quali provi un sentimento che chiamare solo Amicizia sarebbe riduttivo. Lì, ci sono le persone che hanno condiviso con te una storia, anche senza conoscerti. Non bastano poche parole per descriverlo. Potrei raccontarlo per ore, parlarne per giorni, ma nessuno mai capirà fino in fondo il perché del sorriso che mi si dipinge spontaneamente sul viso mentre racconto. Bisogna viverlo.

È bello vedere ragazzi nei corridoi che parlano delle lezioni, le ragazze che si provano i vestiti per il ballo, alcune che si scambiano commenti sui ragazzi, professori che ti sorridono, amici che ti danno un bacio quando ti svegli. È bello aspettare il ballo nella speranza che qualcuno ti inviti, oppure prendi coraggio e sei tu ad invitare qualcuno, sperando in un “si”. Ogni anno si conosce gente nuova e si approfondiscono diverse amicizie.

Per me è il Camp degli Abbracci. Ci sono persone, che quando le abbracci, ti senti a posto col mondo. E pensi “finalmente.” A fine settimana, è impossibile trattenere le lacrime. Impossibile non sentire quel senso di malinconia e vuoto quando si torna a casa… però sei sempre lì che pensi “devo muovermi, quest’anno deve passare in fretta, voglio tornare ad abbracciarli”. E non passa giorno, in cui anche distrattamente, non dedichi un pensiero al Camp.

Ci sono persone, che dedicano tutte loro stesse al Camp, per rendere magica questa settimana. E sono loro, per prime, che ti fanno riflettere sul fatto che non è vero che è tutto brutto e tutto cupo. Le belle persone e i buoni principi esistono ancora! Basta saper cercare. E come dice qualcuno, due persone si trovano sempre nella nebbia, se hanno una lanterna ciascuno. Questo è il Camp. Se veramente esiste, la magia di cui tanto parlano, è questa. È il volersi bene, il chiacchierare, lanciarsi occhiate furbe, l’innamorarsi, le lacrime di gioia e la felicità nel sapere che comunque, un angolino di vita che vorresti è sempre lì, e ti aspetta nel calore di un abbraccio e in un sorriso. In questi anni ho imparato che, come diceva un caro signore, non bisogna avere paura del buio. Basta ricordarsi di accendere la luce. Si insomma, è bello sentirsi in famiglia…

Gloria, Serpeverde

Quando ho scoperto dell’esistenza del Harry Potter Summer Camp il mio pensiero è stato “Non posso perdermelo!”. Quando sono arrivata a Muzzano per dieci minuti, i dieci minuti più lunghi della mia vita, ho avuto un breve ripensamento. Ero entusiasta di fare questa esperienza, ma quando mi sono trovata in quel cortile pieno di persone che non conoscevo, ma che si conoscevano tra loro, mi è sembrato di tornare indietro di 10 anni a quando non volevo partecipare mai a nulla se non c’era almeno una persona familiare con me. Alla bellezza di 23 anni ho deciso di intraprendere qualcosa da sola e mi sono ritrovata in un angolo, seduta sulla mia valigia, da sola; qualcuno mi guardava ogni tanto chiedendosi chi fossi, praticamente tutti erano venuti accompagnati, da amici o fratelli, io ero l’unica scema da sola e in quel momento ho davvero pensato “ok, ho fatto una cavolata, ora me ne torno a casa”. Poi qualcuno si è avvicinato ed è cambiato tutto. Un bel sorriso e un po’ di chiacchiere leggere e la tensione svanì, le persone a parlare con me divennero due e piano piano trovai una seconda famiglia. Così è cominciato il mio primo camp, è bastata una sola mano, un solo sorriso curioso di conoscere una persona nuova per farmi vivere l’esperienza più bella della mia vita. Non credo di avere le capacità per descrivere qualcosa come il camp, quel posto,le persone, l’atmosfera, tutto è in armonia. Una settimana in un mondo fantastico, circondato da pozioni e incantesimi, musica e sopratutto una storia! Forse a vederlo da fuori sembra un’altra cosa, ma quando sei seduto a una tavolata con i colori della casata in cui sei stato smistato, indossi una divisa scolastica in tinta e assisti a uno spettacolo come quello non puoi che pensare “questa è Hogwarts!”. Ogni cosa, ogni persona, ogni insegnante e ogni lezione ti fanno credere, credere nella magia, nell’amicizia, nel fatto che esiste davvero qualcosa di speciale al mondo. Ci sarebbero un’infinità di cose da dire, ma nulla riuscirebbe davvero a descrivere l’emozione di prendere parte al Harry Potter Summer Camp… ti cambia la vita.

Giada, Grifondoro

C’era una volta un bruco, un piccolo bruchetto indifeso, che strisciando e strisciando arrivò in un luogo magico, popolato da potenti stregoni e fantastiche creature.

Qui, il bruchetto, iniziò a mutare d’aspetto.

Lentamente, guidato da amici e fratelli, si trasformò, e diventò una farfalla, poi un delfino, poi un falco, poi un drago! -tutto ciò che era, tutto ciò che voleva essere, e tutto ciò che non era mai stato.

E questa fiaba, che fiaba non è, narra la mia storia.

Beh, mia e probabilmente di tanta altra gente.

Perché il Camp, la nostra Hogwarts, è magico non solo per gli esseri fatati che ospita, ma anche e soprattutto per magia che pratica senza sventolii di bacchette: l’amore.

E l’amore, come acqua sui germogli, libera dalle catene di tutti i giorni e fa essere se stessi.

E al Camp ci sentiamo tutti noi stessi, nonostante le diverse età e le diverse storie.

Ed è questa la sua forza.

È per questo che torniamo ogni anno, oltre che per i magnifici professori e la trama incredibile.

A questo punto, io non so esattamente a chi è rivolto questo testo.

Se è a possibili nuovi maghi: venite, non ve ne pentirete, vi assicuro che vi cambierà la vita.

Se è ai miei compagni di Scuola: mi mancate troppo. Io adesso sto ascoltando Now We Are Free, la canzone degli elfi, e trattengo a stento le lacrime. Spero stiate tutti alla grande, e ricordate che, anche se state male, avrete sempre un luogo dove tornare, e abbracci -per lo meno i miei- in cui stare al caldo.

Con amore

Andrea, Tassorosso
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